Premio fedeltà al lavoro 2010
 

Domenica 7 novembre 2010 si è svolta la cerimonia di premiazione della XXIX edizione del concorso camerale “Fedeltà al Lavoro e Sviluppo Economico”.

 

 

PREMIO ALL’IMPRENDITORIA GIOVANILE:

Lorenzo Fattori,
titolare Frantoio Colline del Sacro di Candelara
(frantoio, azienda agricola e b&b)

 

 

Fedeltà al lavoro: premi alla gente che lavora. La carica dei 110


PESARO - Il richiamo ai migliori valori della nostra gente, laboriosità, sacrificio, ingegno, ha aperto la XXIX edizione del premio Fedeltà al lavoro e allo sviluppo economico, stamane nel quartiere fieristico di Pesaro. In questo modo il presidente camerale Alberto Drudi ha voluto dare il proprio contributo di incoraggiamento, di idee e di esperienza al dibattito sulla difficile uscita dalla crisi, ora che iniziano a consolidarsi timidi segnali di ripresa. Un intervento, quello del presidente Drudi, che non si è limitato a celebrare gli ‘antichi costumi’, ma ha offerto proposte per l’azione futura e per il lavoro giovanile.

Gremito l’ingresso d’onore della Fiera, dov’è stata organizzata la cerimonia che ha premiato 110 tra lavoratori dipendenti, imprenditori, presidenti, dirigenti e amministratori. Sono intervenuti tra gli altri il prefetto Alessio Giuffrida, il presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi, l’assessore regionale Almerino Mezzolani, il presidente provinciale Matteo Ricci, il sindaco di Pesaro, Luca Ceriscioli, la vice sindaco di Fano, Maria Antonia Cucuzza, il sindaco di Urbino, Franco Corbucci, gli onorevoli Massimo Vannucci e Oriano Giovanelli, sindaci e amministratori locali, rappresentanti delle associazioni, degli istituti di credito e delle Fondazioni bancarie, autorità civili e militari.

Durante il suo intervento il presidente Drudi ha affermato alcune imprescindibili condizioni di sviluppo e rilancio dell’economia. Per prima cosa, “un sistema del credito meno difensivo e più vicino alle imprese: se in certi casi il sostegno fosse stato tempestivo, molte ditte non avrebbero chiuso”. E poi “infrastrutture moderne, il presupposto per attirare investitori esteri: è possibile che dopo decenni siamo ancora costretti a organizzare manifestazioni per ottenere i lavori conclusivi della superstrada Fano-Grosseto?”. Stop al patto di stabilità, “che vincola gli enti locali, non permette di investire con continuità sulle opere pubblice e di conseguenza blocca opportunità di lavoro”.

Secondo il presidente Drudi è necessario “diminuire il costo del lavoro: meno trattenute in busta paga e stipendi più sostanziosi per ridare slancio ai consumi”. Servono una burocrazia più snella, “e in questo settore la Camera di commercio è all’avanguardia”, oltre che politiche per “accompagnare lo sforzo di internazionalizzare le imprese”. Un lavoro, quello di creare opportunità sui mercati esteri, che caratterizza la Camera di commercio ormai da anni. I risultati: “Cina, Russia, India, Nord Africa e Medioriente sono tutti Paesi o zone geografiche in cui abbiamo avviato uffici operativi o rapporti istituzionali ed economici, utili alle imprese della nostra provincia e della nostra regione”.

In questa strategia ha un ruolo fondamentale la Fiera di Pesaro, sia come punto di contatto con le imprese e gli operatori internazionali sia come fonte di reddito: “Ogni euro fatturato dalla Fiera ne restituisce dodici al sistema economico locale”. Confermata quindi la volontà di “individuare un socio privato e, in sinergia, di sviluppare nuove attività espositive”. “Non solo per la nostra provincia ma per tutta la regione – ha concluso il presidente Drudi – Dopo la chiusura dell’Erf, Pesaro ha l’unico quartiere fieristico delle Marche”.